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Casa della Carità
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V Domenica di Quaresima - Domenica di Lazzaro

Es 14,15-31; Sal 105; Ef 2,4-10; Gv 11,1-53

6 aprile 2014

Per noi è una domenica di speranza perché quel grido “togliete la pietra” deve risuonare in noi. Vi è una speranza che era diventata disperazione ”Signore se tu fossi stato qui”, delusione carica di rincrescimento. Ed è anche di fronte a quel grido vi è il proclamare: ”puzza già da quattro giorni”. E’ un’affermazione che si riferisce a tante situazioni personali, di comunità. La storia dei poveri, derelitti, assassinati spesso trascina con se’ questo non fidarsi, questo proclamare l’impotenza.

Il 5 aprile 1990 il corpo della giovane Marcella viene trovato con il volto sfigurato, il cranio schiacciato da una grossa pietra ritrovata lì accanto. E’ una donna giovane, con una vita certamente sofferta, carica anche di errori che voleva però riscattarsi, denunciare -come aveva cominciato a fare- le trame della sacra corona unita, dello spaccio e degli affari criminali. I capi clan locali l’hanno eliminata. Povera donna senza storia credibile poteva essere dimenticata e catalogata come morte consueta nel campo del traffico, ma un cambiamento è possibile, quel corpo non è stato dimenticato, il dolore della madre ha incontrato il coraggio, la fiducia che è venuta dalla parola di Luigi e la storia di quella donna giovane è diventata una delle tante voci delle vittime, voce dei familiari, della madre. Ricordiamo in questa Eucaristia Marcella, nata il 18 Aprile 1994, seconda di tre figlie, bella , forte, intelligente. La madre Marisa è qui con noi, ha scelto Casa della carità per ricordare a testa alta sua figlia. E’ la Domenica di Lazzaro. Si risente il grido: ”Lazzaro viene fuori”. E’ un grido ascoltato anche questa mattina, qui con tanti ragazzi che sono il futuro carico di speranza, a cui va restituito il sogno e la speranza di un mondo migliore senza violenza, pacificato, riconciliato. E lo facciamo oggi dove si ricorda un altro evento che ha portato a una mattanza che ha visto morti innocenti in una guerra, come è stato nel Ruanda e che è oggi piena di segni di riconciliazione, di memoria pacificata, dove alcune donne hanno avviato con i villaggi della pace un percorso di riconciliazione a perdono, di abbraccio di pace.

Sì, i manipolatori orrendi e carichi di morte possono essere sconfitti. Certo bisogna, come Gesù ha fatto, sentire e vivere il valore dell’amicizia che unica ci dà la tenera debolezza del piangere, del sentire il fremito del dolore. Gesù ha pianto come forse dovremmo fare anche noi, condividendo, per non diventare semplicemente descrittori di notizie di morte e di povertà. La mamma  Marisa ha detto spesso negli anni a venire : ”se tu fossi stato qui”, come nel Vangelo si dice di Marta.
E oggi ascoltiamo, ricordiamo non un’ assenza, ma una presenza; Marcella vive e con lei le tante vittime che coraggiosamente vogliono farci intravedere le trame di speranza, che intessono le storie che viviamo, anche qui in Casa della carità, dove tante storie ci raccontano dolore, ingiustizie, corpi che subiscono violenza, insieme al dimenticare e lasciarci prendere dall’indifferenza rassegnata. Ogni storia ha un nome, una dignità. Per noi è una speranza che inonda il futuro di vita perché Lazzaro, il suo slegarsi dalle bende, quel sepolcro vuoto indica che quel grido di Gesù “Lazzaro vieni fuori” sarà poi il grido che Gesù stesso farà in croce ”Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?” e che poi ci sarà la vittoria definitiva sulla morte, la discesa agli inferi per riportare tutti all’alba della risurrezione, della Pasqua. Sì la vita vince la morte, la speranza non conosce chiusure, dilata la vita. Ecco oggi la gioia di questi  ragazzi che hanno scelto  di essere qui con noi  a condividere insieme il gesto di mamma Marisa.


Marcella
quel silenzio
che scava il volto
che riga di lacrime
rabbiose e sofferte
il tuo calvario
di dolore subito
oggi si fa
commossa speranza
ricordo di una madre
che si sente ancora
nel grembo di vita
finalmente gioire
come sempre volevi.

Insieme
cantiamo
danziamo giovani e vecchi
bambini e donne
donne come te, vittime come te
e nel cielo dà voce
al Magnificat che libera
la speranza sconfinata
di una giovane donna
di nome Maria
che ha detto
“ha rovesciato i potenti dai troni
ha innalzato gli umili”.


Marcella
con Marisa e tutti noi
canta a pieni polmoni
questo Magnificat
in questa casa
che vive con te
l’ospitalità che
genera futuro.

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